Chiesa di Santi Giovanni e Paolo

Tempio eretto dai Frati Domenicani, dedicato ai due fratelli martiri romani del III sec., Giovanni e Paolo. Il tempio fu fondato accanto al modesto Oratorio di S. Daniele, su un terreno che il Doge Jacopo Tiepolo avrebbe donato ai Domenicani circa il 1234. Dopo S.Marco, era la chiesa che ospitava i riti ufficiali della Serenissima.




Chiesa di San Zaccaria

La prima chiesa di S.Zaccaria fu costruita nel IX sec., per accogliere i resti del padre di San Giovanni Battista, che erano stati donati dall’imperatore bizantino Leone V alla città di Venezia per rafforzarne l’amicizia.




Scuola Dalmata di San Giorgio

All’interno di questo edificio , che era una scuola, , si trovano alcune tra le più belle opere di Vittore Carpaccio, commissionategli dalla consunta degli Schiavoni (Dalmati) di Venezia, all’apice della sua carriera. Scuola di San Giorgio degli SchiavoniFin dall’inizio della Repubblica, Venezia seppe intrecciare legami commerciali con la regione costiera della Schiavonia.




Scuola grande di San Marco

In origine costituiva una delle sei confraternite della città, pochi ospedali vantano una facciata ricca e insolita come quella dell’Ospedale Civile di Venezia. La loro prima sede venne distrutta da un incendio nel 1485, ma la Scuola venne riScuola Grande di San Marcocostruita alla fine del XV.




Chiesa della Pietà

La chiesa attuale di Santa Maria della Visitazione o della Pietà, in ossequio alla denominazione popolare, è stata costruita fra il 1745 e il 1760 su progetto di Giorgio Massari (1687-1766). Quella antecedente sorgeva sull’area dell’odierno Albergo Metropole, sul lato destro rispetto alla chiesa attuale, inserita entro il tessuto murario dell’omonimo ospedale della Pietà.




Chiesa dei Greci

L’erezione della chiesa di San Giorgio dei Greci iniziò nel 1536 e fu ultimata nel 1577. Le spese, che ammonteranno all’enorme somma di 18.000 ducati, furono tutte coperte dai proventi ordinari e straordinari della Confraternita. Gli architetti della chiesa furono inizialmente Sante Lombardo e in seguito Gianantonio Chiona. Per la decorazione interna la Confraternita invitò da Creta l’iconografo Michele Damaskinòs.